07 settembre 2010 - 15:18

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Corteo antirazzista fissato per l’8 giugno a Roma per dare l'altolà alle violenze fasciste e squadriste

bandiera romanìLa prima data proposta era un audace 2 di giugno, festa della repubblica, ma una volta rifiutata l’autorizzazione i promotori hanno ripiegato sull’8 giugno.

A Roma, l’8 giugno, appunto, avrà luogo un corteo contro il razzismo in generale e in particolare contro la terrificante ondata di violenza nei confronti delle comunità Rom e Sinti.

A promuoverla in primisi è Santino Spinelli, in arte Alexian, presidente nazionale dell'Associazione nazionale Thèm Romanò onlus, con sede a Lanciano, nonché ambasciatore della cultura presso l'Onu per il popolo transanazionale Rom. «La manifestazione - preannuncia Spinelli, docente di lingua e cultura romanì alle università di Trieste e Chieti - partirà dal Colosseo per arrivare al Foro Boario, dove al Villaggio globale si terrà un incontro al quale prenderanno parte intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti. È prevista la costituzione di un coordinamento nazionale permanente antirazzista».

Il programma prevede anche, dalle ore 20, un Festival antirazzista con musicisti rom romeni, bosniaci e italiani.

Spinelli ha elaborato un programma per la lotta contro il razzismo e l'integrazione in Italia dei popoli rom e Sinti. «Smantellare i campi nomadi che sono pattumiere sociali degradanti e frustranti, centri di segregazione razziale permanente ed emblema della discriminazione. I Rom e Sinti non sono nomadi per cultura. In Italia c'è un silenzio colpevole e delittuoso che può portare a un genocidio culturale pericoloso che noi Rom conosciamo sulla nostra pelle col nome di Porrajmos (divoramento)»

Non poteva naturalmente mancare la presa di posizione di un qualche esponente della destra al governo della città, infatti, Fabrizio Santori (Pdl), consigliere comunale di Roma non trova nulla di meglio che dichiarare:

«È il momento di finirla con le teorie del razzismo e della discriminazione nei confronti delle popolazioni rom, a Roma non esiste alcun clima d'intolleranza ma solo una legittima esasperazione dei cittadini contro ogni forma di illegalità e di insicurezza». Aggiungendo, anche se non ne avremmo sentito la mancanza: «piuttosto è il momento di abolire i privilegi e di tagliare i fondi delle associazioni nomadi che nel corso del tempo hanno ricevuto dall'amministrazione comunale milioni di euro fallendo il proprio doveroso percorso di integrazione e di scolarizzazione ma, soprattutto, per evitare certe possibili violenze occorre ridare sicurezza alle nostre città e far sentire le Istituzioni presenti nei nostri quartieri. In tutto questo auspichiamo che le popolazioni rom collaborino con il Comune di Roma per ristabilire legalità e rispetto delle minime norme di convivenza civile».