
Il sostituto procuratore di turno del Tribunale penale di Milano ha contestato a quattro clandestini l'articolo 61 comma 11 che prevede l'aggravante, rispetto alla pena, se il fatto è commesso da un soggetto presente illegalmente in Italia. È toccato, in particolare, a 4 clandestini: un cileno di 18 anni accusato di danneggiamento e resistenza, un marocchino, classe 1981, accusato di spaccio, e ad un ucraino e un moldavo ai quali è contestato il furto aggravato. Tutti e 4 saranno giudicati domani per direttissima. Il GIP ha convalidato l'arresto, e solo l'avvocato dofensore del cileno ha sollevato l'incostituzionalità per l'aggravante contestata facendo riferimento all'art. 3 della Costituzione. Una questione alla quale il giudice però ha risposto in modo preciso: nella fase di convalida dell'arresto la questione appare irrilevante.
«Nella seguente fase del procedimento -ha detto il giudice in aula- appare irrilevante posto che il giudizio concernente la convalida dell'arresto può essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione prospettata dalla difesa» facendo riferimento alla questione di incostituzionalità.
Bisognerà attendere il 6 giugno, giorno del processo per il cileno e il marocchino, per ritornare sul merito dell'aggravate contenuta nel pacchetto sicurezza.
Per quella data l'avvocato del fratello marocchino preannuncia che solleverà anche lui la questione di incostituzionalità facendo riferimento all'art. 3 della Costituzione.