07 settembre 2010 - 15:40

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UCOII: le Moschee “controllate” sono garanzia di sicurezza

«Dove c'è una moschea, c'è inevitabilmente più sicurezza. È sbagliato dire che le moschee alimentano l'insicureMaquette virtuale della Moschea di Colle Val d'Elsazza o, peggio, il terrorismo. Mi riferisco a quelle controllate da noi: ben 134 su oltre 500, numero che fa di noi l'organizzazione islamica più rappresentativa in Italia Detto questo, la presenza di moschee controllate è tutt'altro che fonte di insicurezza. Anzi, là dove ci sono più moschee controllate, c'è anche più sicurezza per tutta la collettività».

Sull'onda di questa convinzione, il portavoce dell'Ucoii lancia un appello affinché lo Stato italiano firmi l'intesa con la comunità islamica in Italia. «Al momento, per costruire e tenere aperte le moschee, ci aiutano solo i nostri fratelli. Non prendiamo un centesimo, perché fino ad ora non abbiamo l'intesa con lo Stato. Vari i motivi - ricorda - Secondo lo Stato non c'è una sola rappresentanza dell'Islam in Italia, ma non è vero».

Il portavoce dell’UCOII, Izzedin El Zir ha anche ricordato che grazie a giornaliste come Lilly Gruber e Giovanna Botteri il chador è diventato popolare in Italia, è entrato in tutte le case.

È quanto dichiara, nel corso di “Klaus Condicio”, il portavoce dell'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche in Italia, Izzedin El Zir, precisando: « Se Donatella Versace si offrisse per disegnare un chador, non saremmo assolutamente contrari». Per quanto riguarda invece il burqa, «vorrei essere chiaro: l'Ucoii non invita le donne islamiche a indossarlo, non l'ha mai fatto. Ma credo sia sbagliato vietarlo per legge. Chi dice che noi siamo favorevoli al burka, tuttavia, sbaglia -precisa El Zir - E se poi uno stilista volesse reinterpretarlo, certamente sarebbe una sua libera scelta»