07 settembre 2010 - 15:22

Navigazione

Il ministro dell'Interno rassicura gli imigrati: "Ci siamo rotti le palle"

Pontida, foto di Alberto Pellaschiar - APProve tecniche di terrorismo istituzionale a Pontida con una folla di leghisti sbavanti a sentire biascicare Umberto Bossi.

«La sinistra italiana ci rompe le palle. Se una cosa la facciamo noi, non va bene, se la fanno gli altri invece va bene». Lo ha detto l’elegante ministro dell'Interno, Roberto Maroni, spiegando che molte norme contenute nel pacchetto sicurezza sono uguali a quelle di altri paesi europei. «Sapete - ha detto rivolto al popolo leghista - in quali paesi è previsto il reato di immigrazione clandestina? In Francia, Inghilterra e anche in Germania dove è stato introdotto dai socialisti di Schroeder e dai Verdi».

Nemmeno alla magistratura, rea di aver sollevato fondati dubbi sul “pacchetto sicurezza” viene risparmiato un muscolare avvertimento delcapo virtuale delle forze dell’ordine: «Vinceremo la resistenza dei magistrati che hanno già detto che non applicheranno la legge sull'immigrazione clandestina. Così non va bene, i magistrati devono applicare la legge. La tolleranza zero è il nostro obiettivo e vi assicuro che lo raggiungeremo. Ci accusano di essere diventato un paese razzista e xenofobo - ha spiegato Maroni -. Sono palle di chi non vuole accettare il fatto che con noi al governo la musica è cambiata».

La coalizione al governo ha puntato molto sulla creazione di un clima di terrore nella popolazione italiana, come fa notare Walter Veltroni in una tardiva lettera a la Repubblica: «La sicurezza è un problema reale e negarlo è un errore drammatico - dice Veltroni - (certamente le forze della sinistra radicale lo hanno fatto e hanno pagato un prezzo salato) ma è stato contemporaneamente un elemento fondamentale di marketing politico. Era, nella campagna elettorale, l'ingrediente più consistente usato dalla destra, cominciando dalla Lega che lo ha maneggiato con straordinaria abilità e improntitudine. L'uso della paura aiuta a vincere le elezioni, ma non aiuta a governare».