
E finalmente cominciamo.
Perché è proprio questo è il momento di iniziare la “lunga marcia” dell’opposizione vera, di quella che parte dalle radici stesse della società degli esclusi, dai dannati della terra, come li chiamava Fanon.
Molti si chiedono, perlopiù maliziosamente, cosa sia la IADL (Islamic Anti-Defamation League) e chi siano i suoi promotori e animatori.
Bene, non siamo molti, perché come ogni avanguardia che si rispetti tentiamo - non riuscendoci a volte - di selezionare le persone che possono fare parte di questa piccola ma efficace organizzazione.
Non riceviamo finanziamenti pubblici perché non vogliamo alcun genere di commistione con la nostra controparte: non sarebbe elegante scaraventare sampietrini a chi ti ha appena gettato un osso succoso da spolparti. Siamo fatti così.
Chiediamo ad aziende di aiutarci per le nostre attività, che vanno dalla distribuzione gratuita di viveri, a quella di abbigliamento, medicinali acquistabili senza ricetta a mobili e giocattoli.
Certo, non ci fa piacere che 3 (tre) blog [cloroalclero, vivereacomo e haramlik] si accaniscano sul nostro lavoro quotidiano, tentando di far perdere alle persone che dipendono dal nostro lavoro le piccole e povere cose che riescono ad avere ogni mese grazie alla nostra azione, anche in questo caso ce ne siamo fatti una ragione: loro esistono per noi e noi esistiamo per loro, questo è ciò che Dio ha deciso e noi ci adeguiamo.
Questo ci rende il lavoro più difficile, ma per fortuna i rapporti che abbiamo costruito con gli sponsor, soprattutto quelli che danno ai nostri bambini la sensazione di essere normali [di solito le loro merendine hanno la dicitura "aiuti UE" e ogni tanto - grazie alla Coop, alla GS, alla Conad, alla Carrefour, che ringraziamo - possono "esibire" e mangiare merendine come quelle dei loro compagni, sentendosi meno "anormali". Ma vai a spiegarglielo a queste "vestali" dell'antislamismo...]
Siamo in 7. Esattamente sette persone. Siamo un'avanguardia, perché così abbiamo deciso.
Eravamo in 9, prima che Fulvia De Feo [Lia di Haramlik] decidesse di vendere la sua storia squallida - a cui avevamo creduto - al Corsera e che cloroalclero [Barbara Albertoni] - una delle nostre più “accese e integraliste” sostenitrici [tanto da acquistare per noi svariati siti internet] - si facesse venire la rabbia quando le abbiamo spiegato che a noi gli ebrei non fanno schifo, che non li odiamo di default e che non avremmo partecipato ad aggressioni fasciste o “blogwar fasulle” per aumentare gli accessi.
Noi alla IADL (Islamic Anti-Defamation League) non abbiamo soci, abbiamo sostenitori, estimatori, detrattori. Noi alla IADL non abbiamo complici, abbiamo fratelli e sorelle, amici e compagni.
Perché abbiamo imparato la lezione. Meglio pochi, che male accompagnati.
Ma veniamo a IlPartigiano.
Abbiamo dibattuto negli ultimi due mesi sul sito: farlo, rifarlo, non farlo.
E il risultato di questo dibattito è questo sito commentabile, un quotidiano specializzato in notizie aggiornate in tempo reale, aggiornatissime, sulle questioni che ci riguardano direttamente come militanti per i diritti civili e i diritti umani. Solo notizie su immigrazione, razzismo, islam, sicurezza, diritti civili, diritti umani, politica, economia, società, esteri, cronaca e spettacolo.
Il tutto visto attraverso il filtro della nostra differente sensibilità e delle nostre priorità.
Abbiamo anche intenzione di aggregare le analisi che ci garbano, quelle scritte bene e che condividiamo, da blogger che non siano collegati in nessuna maniera con siti assimilabili alla destra o affini.
Perché questo è un quotidiano partigiano, proprio nel senso che prende parte, non fa l’equilibrista sulla corda tesa tra i rossi e i bruni.
Qui ha diritto di cittadinanza chi è schierato dalla nostra parte. Nessun altro.
Rifiuteremo decisamente gli ossessionati da Israele per motivi di antisemitismo conclamato, rifiuteremo quelli che “i negri si ma i Rom no”, rifiuteremo decisamente quelli che “solidarietà e rigore” e rifiuteremo le mercenarie.
Come responsabile della comunicazione dell’organizzazione avevo chiesto a un certo numero di blogger di partecipare a questo progetto, alcuni li ho cassati perché lo squadrismo fascista non mi piace, alcuni invece rimangono come collaboratori.
Imparerete a conoscerli. E ad amarli come già li amiamo noi.
Noi vogliamo solo quelli su cui sappiamo di poter contare ora che il gioco si è fatto duro.
E adesso, rock&roll, folks